tartufi del lago Garda

struttura del tartufo:

carpoforo: la forma e la dimensione dell’ intero corpo(frutto)

peridio: l’aspetto della cuticola di rivestimento del tartufo

gleba : la polpa interna

venature: tralci di filamenti che separano gli spazi contenenti gli aschi e le ascospore del tartufo

Tartufi del garda

tartufi sono naturalmente presenti nell’ entroterra gardesano e negli ultimi anni siano state realizzate un numero importante di tartufaie.

Il tartufo  si sviluppa nel territorio gardesano dalla altezza  di 200 a  circa 700 metri esiste  ed è diffuso sulle colline del basso  medio ed alto lago.

Sulla sponda Bresciana cresce tra il Lago di Garda e le colline moreniche del basso lago nella Valtenesi  che comprende i comuni di: Padenghe, Moniga, Manerba del Garda e San Felice del Benaco.

Le varietà  nero estivo, uncinato e pregiato, crescono a Renzano e sulle colline della via Panoramica del Comune di Salò.

Zone tartufigene

Nell’ alto Garda bresciano e sul Monte Baldo si trovano Tartufo nero, sia estivo che uncinato, e tartufo nero pregiato (melanosporum)–Il tartufo nero pregiato ha profumo gradevole ed intenso ed  in genere matura da novembre a marzo. Di minor pregio ma presenti  sono i tartufi nero estivo o scorzone e il tartufo nero invernale.

tartufi del Garda
territorio che offre sapori preziosi come i tartufi del Garda

La Lessinia è la fascia montuosa a nord di Verona, e vi si trovano i tartufi  o nero estivo o scorzone,  nero uncinato nero pregiato (melanosporum).

Le Colline Moreniche del Basso Garda, fra la Provincia di Mantova a sud e il Lago di Garda a nord, nello specifico tra le province di Brescia e Verona.

Il tartufo bianco pregiato è la specie più nota ed apprezzata in Italia e sul lago di Garda lo si trova in genere da ottobre a dicembre.

La associazione tartufai bresciani e le associazioni tartufai  Veronesi  hanno sviluppato tartufaie  nei comuni  di Toscolano Maderno, di Tignale e di Tremosine, di Roe’ Volciano e di Pertica Alta,ed in altri territori del lago

Il tartufo è un fungo ipogeo di pregio che per le sue attitudini commerciali ha sviluppato un interesse anche nel mondo scientifico per determinarne la tipizzazione e la possibile riproduzione il fungo vive in simbiosi con la pianta e in condizioni specifiche ( clima , terreno, presenza di insetti etc) sviluppa il corpo fruttifero (il tartufo). L’aroma del tartufo richiama l’attenzione, oltre che dei consumatori e dei ristoratori, di ricercatori, di tartufai, società private che producono  piante micorizzate. Grazie alla disponibilità di indagini scientifiche e soprattutto dell’ analisi del Dna è possibile identificare le diverse specie di tartufo ,controllare la micorizzazione delle piantine destinate alla vendita e valutare la qualità del terreno per la produzione di tartufo. In natura è particolarmente complesso studiare il suolo direttamente a contatto con le radici delle piante è quindi un ambiente molto dinamico in cui pianta, suolo e microorganismi interagiscono. Questo ambiente ( rizosfera ) si forma per gli essudati  radicali che danno nutrimento a  microorganismi, batteri e funghi, associati alle radici . Nell’anno 2010 la pubblicazione del genoma del tartufo nero (Martin et al., 2010) ha consentito di iniziare la precisa identificazione delle diverse  varietà.

per approfondimenti sul tema della genetica del tartufo  vi invitiamo a 

consultare l’articolo di Antonietta Mello e Paola Bonfante pubblicata dall’Accademia dei Georgofili

tartufaio alla ricerca

maestro tartufaio nella ricerca

 

con il suo giovane allievo


VEDI ALCUNE VARIETA’ DEL GARDA

COME PULIRE E CONSERVARE IL TARTUFO

vedi alcune ricette al tartufo