CATULLO

Catullo Gaio Valerio

contemporaneo di Virgilio cantò principalmente Sirmione  e lo esaltò come vera gemma del lago che sembra uscire  dalle onde.

Il padre possedeva un podere e  Catullo vi ritornava con piacere

Nel carme 31  Nugae  Catullo

          Peninsularum, Sirmio, Insularumque
ocelle, quascumque in liquentibus stagnis
marique vasto fert uterque Neptunus,quam te libenter quamque laetus inviso,
vix mi ipse credens Thyniam atque Bithynos
liquisse campos et videre te in tuto.
O quid solutis est beatius curis,
cum mens onus reponit, ac peregrino
labore fessi venimus larem ad nostrum,
desideratoque acquiescimus lecto.Hoc est quod unum est pro laboribus tantis.
Salve, o venusta Sirmio, atque ero gaude
gaudente; vosque, o Lydiae lacus undae,
ridete quidquid est domi cachinnorum.
Sirmione, perla delle penisole e delle isole di tutte quante offre il Nettuno delle acque dolci e delle salate,sulla distesa di un lago trasparente o del mare  senza confini,
con quale piacere, con quale gioia torno a rivederti;
a stento mi persuado d’avere lasciato la Tinia e le contrade di Bitinta, e di poterti guardare in tutta pace.
Ma c’è cosa più felice dell’essersi liberato dagli affanni,
quando la mente depone il fardello di un viaggio in straniere regioni e stanchi siamo tornati al nostro focolare e ci stendiamo nel desiderato letto?
Questa,  è l’unica soddisfazione in cambio di tante fatiche,.
Salve, amabile Sirmione, festeggia il padrone, e voi, onde del lago di Lidia, festeggiatelo:ridete di qualunque cosa ci sia da ridere a casa.

la barchetta

faselo bitinico
faselo bitinico imbarcazione romana a forma di fagiolo fatta in legno o canne
Phaselus ille, quem videtis, hospites,
ait fuisse navium celerrimus,
neque ullius natantis impetum trabis
nequisse praeterire, sive palmulis
opus foret volare sive linteo.
Quella barchetta, che vedete, amici,
dice d’esser stata la più veloce delle navi,
né la foga di nessun  natante
potè sorpassarla, sia ci fosse bisogno di volare con remetti che con la vela.

si parla del faselo bitinico

imbarcazione fusiforme e molto filante imbarcazione assai leggera, per lo più di vimini, così chiamata perché somigliante al baccello di fagiolo  ricordata anche dal Carducci  nelle odi  barbare parlando di Simione nella toponomastica stradale di sirmione  è ricordato il faselo bitinico

qui Valerio Catullo, legato giú a’ nitidi sassi
il fasèlo bitinico,
sedeasi i lunghi giorni, e gli occhi di Lesbia ne l’onda
fosforescente e tremula,
e ’l perfido riso di Lesbia e i multivoli ardori
vedea ne l’onda vitrea,

Furi, villula vestra non ad Austri flatus opposita est
neque ad Favoni nec saevi Boreae aut Apheliotae,
verum ad milia quindecim et ducentos.
o ventum horribilem atque pestilentem
La vostra casetta .Furio non è esposta al vento scirocco o di ponente
ne di una tramontana gelida o di euro,
ma a quello di quindicimiladuecento sesterzi ed è vento tremendo, non perdona.
foto rc 2012 il castello di Sirmione visto dall’ acqua

Catullo descrive  nel suo  carme Carpio la mitica  narrazione dell’origine del nome di carpioni pesci del Lago di Garda