TARTUFO BIANCO (Tuber magnatum Pico)

Dimensioni variabili da quelle di una nocciola a quella di una arancia, asino ad arrivare in qualche caso anche oltre 1 kg.;, il peridio è liscio, di colore variabile dal giallo al grigio ,la gleba varia dal grigio chiaro fino al nocciola ed è solcata da venature più chiare e sottili;
le spore sono di forma sferica con superficie esterna alveolata riunite da 1 a 4 negli aschi;
Odore forte, gradevole, ricorda il metano o il formaggio fermentato ed è dovuto ad un composto (bismetiltiometano) prodotto anche artificialmente per aromatizzare alimenti al tartufo da qui possibili numerose frodi ; il tartufo bianco a differenza dei tartufi neri viene consumato crudo perché il suo aroma si altera con la cottura;
Matura da ottobre fino a dicembre è il tartufo più ricercato ed è un tartufo prettamente
italiano anche se per l’elevato valore economico vengono importati tartufi dall’ est spacciandoli come tartufi d’Alba.

Si ritrova in aree di pianura o anche in altitudine purché i terreni siano di tipo argilloso tendenzialmente argillosi con pH neutro o subalcalino ricchi di calcare e con un contenuto limitato in sostanza organica. Le tipico delle zone dei fondovalle presso corsi d’acqua dove il
terreno è profondo e fresco calcareo, aerato, umido e drenante.
La profondità di raccolta varia da qualche cm. fino a 50, più frequentemente tra i 5 e 20cm.
Si ritrova sotto pioppo (Populus sp., in particolare pioppo bianco) e salice (Salix sp.), in associazione al tiglio (Tilia sp.) in pianura, nei terreni di collina micorriza spesso con roverella (Quercus pubescens) e leccio (Quercus ilex); altri simbionti sono il nocciolo (Corylus avellana), il carpino nero (Carpinus carpinifolia), la farnia (Quercus robur ) e il cerro (Quercus cerris).
Piante comari sono:
– tra le arbustive: il sanguinello (Cornus sanguinea), le rose selvatiche (Rosa
sp.), il ginepro (Juniperus communis), il biancospino (Crataegus monogyna),
il prugnolo (Prunus spinosa);
– tra le specie arboree troviamo: l’acero campestre (Acer campestre) e l’orniello (Fraxinus ornus);
– tra le erbacee si ritrova spesso la graminacea Paleo comune (Brachipodium pinnatum).