agone  sarda

Agone (Clupeidi) Alosa fallax lacustris,

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agone sardella sardina del lago di garda

L’Agone detto anche Sarda o sardina viene denominato sul lago di Garda con nomi diversi a seconda della età: la più giovane Scarabina, la mezzana Sardena, la più vecchia Agone e Cepa (Cheppia) quella di immigrazione. Si nutre di plancton ha l’intero ciclo vitale nelle acque dolci senza bisogno di tornare in acque salate Vive in branchi ed è simile ad una grossa aringa. E’ una specie gregaria stanziale . Nel mese di giugno luglio si avvicina al tramonto alla riva per deporre le uova . Le sue uova non sono adesive ma fluttuano adagiandosi sulla sabbia ed in pochi giorni si schiudono. Questi pesci si sono stanziati nei laghi nel periodo post glaciale creando delle sottospecie

Alosa fallax Lac. (Morpha lacustris)

Si nutre di plancton, insetti (larve ed adulti) più raramente, di piccoli pesci solo in età adulta.

Si riproduce nel mese di Maggio-giugno deponendo le uova vicino alla riva in acque basse con fondali sabbiosi in prossimità delle foce dei fiumi immissari. è gregaria si muove in branchi numerosi è ampiamente presente nel lago di Garda. Gruppi numerosi che passano velocissimi nel sotto riva

Mediamente misura 25 centimetri, con un peso di circa 50-60 grammi.

Nel lago vivono variando la profondità a seconda della stagione e delle temperature.

staziona al largo e nelle zone più profonde, formando grandi branchi di individui coetanei

Ha un modesto valore commerciale.  Viene commercializzato fresco refrigerato, oppure conservato sott’olio dopo essiccazione con sale, ed essiccati all’aperto .

Il suo scarso valore economico è dovuto al fatto che si deteriora in poche ore come testimonia Floreste Malfer, nel testo “Il Benaco” edito nel 1927…”Sulla saporosità delle carni dell’alosa, non abbiamo quel tributo di lodi che sempre accompagnano la trota e il carpione, nè al suo nome ci coglie quel senso di culinaria ammirazione che ci fa inarcare le ciglia. Il lago, lago, gridato per le vie di Verona, o il garda, garda, echeggiante per le vie di Brescia sono piuttosto l’effetto di un’offerta conveniente, e per la modicità del prezzo e per la mole del pesce, atta a soddisfare la numerosa famiglia, piuttosto che quella di un boccone prelibato. Con tutto ciò non possiamo esimerci dal dichiarare che l’alosa nostra completa, con la trota ed il carpione, la triade eletta dalle carni saporose e gentili e che se lungi dalle sue acque non arriva ad essere un piatto veramente eccellente ciò è dovuto al fatto che essa tramonta col giorno. Si potrebbe anzi dire che bastano poche ore, oppure basta che venga un po’ strapazzata, perché ad essa, come in tali casi fa il pescatore, si debba preferire qualunque altro cibo. Dev’esser cucinata appena presa e mangiata con l’inseparabile polenta“.

vedi conservazione delle sarde

Vengono consumati arrostiti sulla brace, o come condimento di primi piatti. costituivano una importantissima fonte di proteine animali nella dieta invernale, ed anche l’olio derivato dalla loro pressatura veniva utilizzato per l’illuminazione. Nei grandi laghi professionalmente viene pescata con “reti volanti”, libere di spostarsi durante le ore notturne nelle acque del lago. Nel Lago di Garda vi è un decremento costante, principalmente causato dall’eccessiva pressione di pesca

L’agone è oggetto di una pesca sportiva particolare

VEDI LA PAGINA SULLA PESCA AGLI AGONI

pesca delle sarde al tramonto
pesca delle sarde al tramonto

Oggi vi sono alcuni segnali di allarme per il possibile contenuto di Pfas sostanze perfluoro alchiliche contenute nei pesci delle acque interne ma ad oggi non esiste una indicazione precisa .

Le sarde sono state anche inattesamente citate da Ippolito Nievo nelle “confessioni di un Italiano”

a Bardolino la sua compagna Aglaura, in un momento di sconforto si butta dalla Rocca. Per fortuna la caduta è fermata dai cespugli e lui può salvarla. e dinanzi ad una cena passa la brutta storia…

“L’Aglaura, non trovando di suo grado le trota, si mise alla padella a sbattervi le ova; io credo che la povera trota fosse ignominiosamente calunniata pel ruzzo ch’era saltato alla donzella di cavarsi questo capriccio. Io ammirava a bocca aperta. China col ginocchio sul focolare, col manico della padella in una mano, e il coperchio nell’altra che le difendeva il viso dal fuoco, ella pareva il mozzo d’un bastimento levantino che si ammanisce la colazione. La fritta riuscì eccellente, e dopo di essa anche la trota si vendicò del sofferto dispregio facendosi mangiare. Le sardelle adoperarono del loro meglio per entrare anch’esse dov’era entrata la trota. Infine non rimasero sui piatti che le reste”.

VEDI RICETTE CON LE SARDE

SPAGHETTI CON UOVA DI SARDA

agoni sarde fritti

SARDE ALLA GRIGLIA

CONSERVAZIONE DELLE SARDE

SARDE IN SAOR

CONSERVAZIONE DELLE SARDE

esche per la pesca delle sarde

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