NAVIGAZIONE STORICA SUL LAGO DI GARDA

NAVIGAZIONE STORICA SUL LAGO DI GARDA

la navigazione sul Lago di Garda ha una grande tradizione  anche perché era una via più agevole di trasporto sino alle terre germaniche infatti come  riporta Gian Battista Simeoni nella sua “Guida Generale del lago di Garda  del 1874..”

pubblicato da G Civelli a Verona.

Se è avvolta nel mistero l’ origine delle borgate , è
tuttavia certo che tanto la Riviera quanto il lago ai
tempi romani s’ aveano acquistato non poca importanza
per la loro posizione topografica. Il Benaco in fatti posto
fra le Alpi e i piani lombardi, in quell’età in cui v’avea
difetto di strade, dovea essere reputato come la via più
comoda e propizia di comunicazione fra 1′ Italia e la
Germania; anzi è probabile rimanesse per assai tempo,
cioè fino a Claudio che costruisse la via dell’ Adige, il
principale transito fra i due paesi per il commercio e
il trasporto d’ armi e d’ armati nelle spesse guerre che
succedevano oltre i confini dell’ impero.

Sulle sponde del lago i Romani perciò ben presto fondarono collegi nautici, di due dei quali restò ricordanza, di quello cioè in Arilica (Peschiera) e di quello in Riva. Tre lapidi rammentano il primo e una il secondo …
Del resto, lo ripetiamo, fuorché quest’ ultima, le altre erano strade miserabili, e punto adatte ai trasporti o al
commercio. Laonde esso preferiva altra via più comoda, e le derrate e le merci, che si esportavano da queste contrade come i vini, il ferro della valle Camerate, della Valle Sabbia, e del monte Larina , e quelle che si importavano, come le granaglie necessarie al sostentamento della popolazione, erano tragittate pel lago.

tuttavia  la navigazione del Lago di Garda non era  una  navigazione facile anche in considerazione delle caratteristiche delle imbarcazioni dell’ epoche passate  cosi  ricordiamo…”

Se lo sforzo velico costringesse il bastimento ad una orzata pericolosa si caricherà a rande ed i velacci e colle 4 vele maggiori e coi fiocchi si dovrà sormontare
ZENO DIEMER PITTORE DEL LAGOSe le onde urteranno nella prora e inonderanno la coperta se la furia del vento costringerà l’alberatura ad una inclinazione pericolosa allora si dovranno spezzare tutte le tavole della murata di sottovento per dar libero esito all’ acqua…”
Queste parole tratte dal manuale del manovriero ligure mercantile di Giovan Battista Lupi 1874
Rendono bene l’idea della difficoltà di navigazione nell’ epoca dei trasporti a vela su bastimenti di legno

E ci riportano ad un epoca in cui il Garda era solcato da tali bastimenti a vela che viaggiavano trasportando soprattutto cereali dalla pianura padana a riva del Garda

Il lago di Garda non è un lago facile da navigare per la sua lunghezza , i venti talvolta forti e la presenza di alte onde che come descrive Virgilio possono renderlo simile al mare

La navigazione  del lago era anche importante  nei momenti di guerra  essendo acque di confine  tra diversi regni

e certamente una delle avventure  più suggestive fu l’episodio della Guerra fra Veneziani e Visconti nel 1439 .

Il paese di Torbole divenne celeberrimo per l’audace impresa di trasportare per la via dei monti una intera flotta per calarla in lago . Narrato da Enea  Bignami…..

Era Doge di Venezia Francesco Foscari , allorchè si riaccese la guerra fra il Duca di Milano Giovanni

Maria Visconti …Nicolò Fortebraccio, detto il Piccinino , generale dei milanesi , era padrone della

Lugana, e della Gardesana, per cui i veneziani non potevano accedere al lago che dalla parte superiore cioè da Riva e Torbole . Brescia assediata reclamava soccorso, e …la Repubblica veneta per dare supporto alla città di Brescia fece passare tra i monti una flottiglia dall’Adige nel lago di Garda . Quella flottiglia componevasi di 25 grosse barche e 6 galere, le quali dalle foci dell’Adige furono fatte salire fino quasi a Roveredo A quest’uopo furono adunati 2000 buoi , abbisognandone ben 20 paja per ogni galera, gran numero di guastatori ed operai che sotto la direzione d’ingegneri sgombravano i borri, spianavano le strade, costruivano ponti… In quel rapido pendio legavansi le barche agli alberi, ed ai macigni , col mezzo di argani allentavansi di man in mano le funi, ed i navigli si calavano fra quegli orridi precipizi . Cosi dopo 15 giorni di viaggio per terra, questa flottiglia senz’alcun sinistro giunse a Torbole …

A Torbole in breve tempo armate le 6 galere ed altri legni minori , si trovarono in pronto pel veleggiare e drizzarsi a Ponale, ove si fece loro incontro l’inimico baldanzoso per essere superiore di forze,….. abbordatisi i legni con uncini e mani di ferro, si combattè accanitamente con grande strage, quando essendosi spiegata la fortuna dell’armi decisamente a favor dei veneziani, colla rovina della flottiglia Viscontea fabbricata a Desenzano …. “

incisione di Gatteri Giuseppe
trasporto della flotta sul Garda

se vuoi approfondire  il tema della navigazione storica sul lago di Garda  ti consigliamo

Vele color di cedro. Storia della navigazione sul lago di Garda Copertina rigida – 31 dic 2008 di Tullio Ferro

Le imbarcazioni che solcavano il lago di Garda  nel percorso da Riva del Garda a Desenzano trasportavano , carbone , legna, pietre e calce mentre al ritorno portavano grano ed altre derrate alimentari.

Il Grattarolo alla fine del 1500 nella Historia della riviera di Salò   descrive le imbarcazioni che solcavano il lago

…”I Vasselli con che ci si naviga sono barche grosse, che levano fin a trecento some ( 1 soma circa 150 litri) barche mezane, che ne portano fin a cento, barche picciole, che si caricano con cinquanta; tutte queste, usano vele quadrate , e la maggior parte si reggono con governi, o timoni che si chiavano con ferri al cordone di dietro del Naviglio; i quali hanno quasi la forma della circonferenza simile a quella del corpo, e del collo, e del capo de una ocha senza becco, e senza piedi, e senza coda, e si volgono agevolissimamente con un legno picciolo che ci s’incastra al collo detto la manetta.”…  

queste imbarcazioni erano destinate al trasporto anche di persone e merci di un certo valore

Poi imbarcazioni più vecchie con timoni più rudimentali erano utilizzate per il trasporto di merci di minore valore

…” Ho detto la maggior parte, perché ce ne sono alcuni che usano di quei timoni antichi che si veggono ne i roversci di alcune medaglie con forma di una gran vanga. Ben anco questi di dietro, ma dalla banda destra, questi sono detti Navi over navatie, e servono più tosto a condur legne, pietre, calcine, quadrelli, et altre cose da fabrica, che né mercantie né mercatanti”…….

 Queste imbarcazioni erano  con vela quadrata e non potevano navigare controvento per cui dovevano attendere i venti adatti  Ora  o Peler per muoversi  nella direzione desiderata . Sono inoltre descritti   delle imbarcazioni   che davano una navigazione più sicura al timoniere.

…”Conciò sia cosa che nelle Navi, o Carachie di Mare  della qualità di quella di che ragionava all’hora, quei che governano i timoni, seggono talmente in sicuro che ’l Mare non se li può portar con esso. “…

Sempre il Grattarolo ricorda come si siano provate   nel lago anche delle piccole lance fatte come gondole ma   che erano state abbandonate in quanto non adatte in occasione delle tempeste che potevano scatenarsi improvvise sul lago

—” Si sono alle volte per capriccio fabricate alcune gondole alla foggia di Vinegia, ma ben che vadano più veloci, non sono però sicure nelle procelle, né così atte a molti servigij, come sono queste”…

descrive inoltre delle barche piccole   dette bisse

…”Ci / hanno poi alcune barchette picciole, che non usano né vela né timone, ma vanno solamente a remi; e si cacciano contra ogni forza di vento; Queste dalla forma, c’hanno simile alli calciari acuti, sono dalli paesani detti Sandali; se ne servono i pescatori e quei passagieri che vanno come si dice a staffetta in posta”…

Le bisse hanno mantenuto un buon utilizzo per lungo tempo in quanto erano anche leggere da ricoverare tra le strade e sotto i porticati  delle case  ancora oggi sul lago vi  sono le tradizionali regate delle bisse che coinvolgono diverse associazioni.

moderna bissa  usata per le regate
bissa ricoverata sotto il porticato come era la antica usanza

Il trasporto era relativo al trasporto di ferri  delle varie foggie  per le diverse lavorazioni agricole  di carte sia da scrivere che cartoni  prodotti nelle cartiere.

Questi trasporti tra in confine austriaco e veneziano   erano anche pesantemente tassati per cui esistevano nei porti uffici e soldati di dogana  che contrastavano l’esercizio del contrabbando tra le sponde le lago.

Il contrabbando terminò solo nel 1918 quando i confini italiani compresero anche il Trentino .

Teniamo presente che le strade provenienti da Brescia e dalle valli bresciane terminavano  (prima del 1932 anno di costruzione della Gardesana occidentale)  a Gargnano  e da qui l’unica via proponibile per proseguire a nord  era il lago.

La navigazione meccanica sul Lago di Garda iniziò con la navigazione a vapore nella prima metà dell’ ottocento quando viene costituita la Società Milanese per la Navigazione a Vapore sui laghi del Regno Lombardo Veneto

che ottenne dall’ Arciduca d’Asburgo (Ranieri) un diritto esclusivo per 15 anni per remunerare l’investimento fu così varata nel 1827 la prima imbarcazione a Vapore  l’arciduca Ranieri Piroscafo a Vapore di 400 quintali di portata realizzato dalla  Società milanese per la navigazione a vapore sul Garda il Nome dedicava il piroscafo al figlio dell’ arciduca nato in quel periodo.

Nel 1829 fu varata a Riva una imbarcazione di circa 1000 quintali di portata mossa da cavalli che ruotando in tondo azionavano le ruote poste lateralmente l’imbarcazione munita anche di alberi per sfruttare il vento favorevole .

La barca che aveva dalla sua di non correre il rischio di esplosioni esercitò per solo 10 anni perchè la sua gestione non reggeva la concorrenza delle navi a vapore .

Quando cessò il diritto della viene costituita a Riva del Garda la Società Benacense e nel 1843 vara una nave a vapore in metallo e sbaraglia la concorrenza .

leggi anche la

da Breve storia della navigazione meccanica sul Lago di Garda di Gianfranco Bortolussi pubblicata sulla rivista Jurdelo’

Solo alla fine del 1800 inizia la navigazione da diporto sul lago di Garda resa possibile dai caicchi imbarcazioni dotate di una chiglia detta colomba ( il nome deriva dal latino columma che indica la colonna vertebrale da cui si dipartono le coste ) questa sorta di deriva consentiva di risalire meglio il vento e di impedire il ribaltamento della barca in caso di vento e lago mosso. Nel 1891 viene fondato il circolo canottieri di Salò e nel 1892 viene svolta la regata per il Rowing Club Italiano che era stato fondato nel 1888 a Torino.

Sempre Giovan Battista Simeoni descrive nella sua guida illustrata del lago di Garda

la navigazione dei piroscafi che partono quotidianamente da Peschiera, e da Desenzano risalendo le rispettive riviere Veronese e Bresciana, e con sosta notturna a riva del Garda.

Questi piroscafi trasportano merci, derrate , animali e passeggeri. La quotidiana frequenza di questi piroscafi a portato alla progressiva riduzione delle grosse barche che ormai trasportavano solo legname , carbone calce e pietre da Riva del Garda per poi al ritorno riportare grano e altri generi

essendo barche mosse a vela quadrata con una piccola vela triangolare di prua ( fiocco o trinchetto) ed a remi cercano di sfruttare in modo opportuno le diverse fasi dell’ ora e del peler la loro velocità
Con buon vento arriva a 10 e più miglia all’ora, mentre un battello a remi con lago tranquillo arriva a 5 miglia all’ ora .

Il crescente interesse ha promosso a partire dal 1900 la ristrutturazione di numerosi porti del Garda.

All’inizio degli anni 70 termina del tutto la navigazione per il trasporto delle merci sul Lago di Garda .


RUOLO FONDAMENTALE  LO EBBE LA FORTEZZA  DI PESCHIERA

 Luogo fortificato da terra  e dal Lago sede di importanti cantieri navali. Già nell’ impero Romano Arilica, (l’antica Peschiera) era una località strategica e sicuramente fortificata ed ospitava la flotta navale del lago la sua importanza militare fu poi riconfermata nel corso della Storia a Partire dagli Scaligeri e dalla Repubblica di Venezia passando poi nel 1797 sotto il comando dell’impero austriaco che ne rafforzò ulteriormente le difese conquistata poi da Napoleone fu nuovamente rafforzata i lavori poi continuarono con la riconquista ad opera degli austriaci. Si realizzarono pertanto una serie di edifici militari che ancora oggi restano e sono soggetti ad opere di recupero e valorizzazione

 

PESCHIERA FORTEZZA

COME DESCRIVE  Giovan Battista Simeoni  nella sua Guida Illustrata del Garda 

a Peschiera vi sono due porti, l’uno interno per barche comuni, e che costituisce il canale che traversa la fortezza ,
sul quale esiste il ponte di legno che continua la strada postale Verona -Brescia …..L’altro porto esterno serve per i piroscafi e più grosse barche e forma poi il canale che scorre sotto le mura del primo riparto al nord della fortezza . Un
terzo canale che esce pure dal lago forma il bacino per le costruzioni navali militari , e prosegue nel canale che lambe le mura fra il primo ed il secondo riparto della fortezza . Un quarto canale gira sotto le mura esterne della porta del paese per Brescia . Questi succitati quattro canali che traversano la fortezza, escono dal lato orientale e si congiungono
assieme formando il Mincio , fiume che passando fra ridenti campagne discende per Mantova al Pò, dopo aver percorso 73 chilometri con 56 metri di declivio .