TROTA LACUSTRE

La trota lacustre può raggiungere notevoli dimensioni; le femmine possono superare il metro di lunghezza e raggiungere i 20 kg di peso. Predilige i laghi profondi. La riproduzione avviene nel tardo autunno nei fiumi immissari da ottobre a dicembre depone le uova nei banchi di ghiaia.

La trota si nutre di piccoli invertebrati, larve di insetti e insetti, mentre gli individui maturi si alimentano soprattutto di pesci.

TROTA LACUSTRE FOTOGRAFATA SOTTORIVA
TROTA LACUSTRE

La Trota lacustre altro non è che una trota fario adatta alla vita lacustre.

Una volta rivestiva un’importanza basilare per la pesca professionale. Nella pesca sportiva la  sua cattura è occasionale ed avviene più che altro con la tecnica della tirlindana.

Nel  2020 Massimo Gambini della associazione Pesca sportiva di Bardolino ha pescato con la tirlindana una trota di  9,5 kg, lunga 80 centimetri.

Le sue carni eccellenti e conosciute fin dai tempi antichi, risultano saporite, sode e sono una vera e propria delizia per palati fini.

Nel lago di  Garda LA TROTA si riproduceva da Dicembre a Gennaio per il 90 % nel Sarca e per il 10 % nel Mincio e nel torrente Toscolano. Oggi la presenza delle centrali idroelettriche regolano il livello dei fiumi alterano l’alveo per la la schiusa delle uova.

Per tutelare questa specie nel lago di Garda sono state fatte semine di avannotti è inoltre in corso un progetto per riconsentire la risalita delle trote lacustri per la riproduzione lungo gli immissari con la tutela dell’ alveo del fiume come Nel torrente Toscolano, a Toscolano Maderno

nel torrente San Michele di Campione, nel torrente San Giovanni di Limone e nel torrente Barbarano con recupero degli alvei e delle sponde creando habitat idonei per la ripopolazione della fauna ittica.

La classificazione delle trote è ancora fonte di studio.  Le tecnologie molecolari hanno permesso di identificare e distinguere con maggior sicurezza le varietà native di Trota Mediterranea-
La trota Mediterranea sarebbe il progenitore di tutte le varianti che si sono differenziate a seguito di segregazioni territoriali avvenute prima delle ultime glaciazioni si sarebbe quindi differenziata:

la trota marmorata S. mediterraneus marmoratus del bacino padano

e due forme il carpione del Garda S. mediterraneus carpio

e il carpione del Fibreno S. mediterraneus fibreni.

Per cui le altre trote native compresa la trota lacustre  e la trota fario appartengono al Salmo mediterraneus mediterraneus ed il loro aspetto viene  condizionato dall’ ambiente in cui vivono.

Le trote native sarebbero assegnabili alla sottospecie S. mediterraneus mediterraneus differenziata nei due tipi

Trota mediterranea a fenotipo macrostigma del versante padano (caratterizzata da una livrea punteggiata a macchie nere)

Trota mediterranea a fenotipo fario del versante tirrenico (caratterizzata da una livrea punteggiata a macchie rosse)

Vi sono poi specie non native come il

Salvelinus fontinalis – Salmerino di fonte

Sono allevate per la loro facile riproduzione
la trota iridea (Oncorhynchus mykiss)  destinandole al mercato alimentare ed a quello da ripopolamento.
ed i Salmerini di fonte (Salvelinus fontinalis) e trote fario atlantiche (Salmo trutta) utilizzate  per il ripopolamento.

Descrive Giovan Battista Simeoni nella Guida generale del Lago di Garda illustrata di come a Torbole …”Dalle acque del lago accorrono verso quelle freschissime del Sarca le trote in grandissima quantità, ed è maravigliosa l’agilità, ed anche la forza con cui a furia di salti e guizzi arrivano a salire egualmente contro la corrente, ove cade dall’alto per entrare nel lago . Quivi i pescatori ne fanno copiosa preda in molti modi . In questa parte del lago vi sono le trote più grosse, e dicesi pure che sono più saporite “…

ed anche Goethe nel 1786 nel suo viaggio in italia “Italienische Reise” riporta

al 12 settembre la cena servitagli da un albergatore di Torbole, che nella traduzione di Eugenio Zaniboni cita :…

“L’albergatore mi partecipò, con enfasi tutta italiana, che si sarebbe stimato felice di potermi servire la trota più prelibata. Queste trote son prese vicino a Torbole, dove il fiume scende dai monti, e nel punto in cui esse tentano di salire a ritroso. L’imperatore ricava da questa pesca mille fiorini per il solo appalto. Non si tratta veramente di trote; queste di Torbole sono grandi, del peso talvolta di cinquanta libbre e picchiettate per tutto il corpo fino alla testa; ma il sapore, fra quel della trota e del salmone, è delicato e squisito”.

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